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Tocchi sensibili e prove di circo
DBSDP - 14 marzo 2008 2008 D.M.

La Roma ci crede: e si ritrova il Manchester, come un anno fa.
Intanto, il Milan la fa sentire grande con l'ennesima sconfitta in campionato ma Galliani non demorde: per quest'anno quarto posto, nel prossimo punteremo al terzo.
Dopo la bomba carta di Mancini, all'Inter non si sta meglio: Burdisso non dà segni di volersene andare, Vieira si è messo a segnare e Ibrahimovic è oggetto di analisi alla Nasa per cio' che avrebbe detto all'uscita del campo. L'unica che gode è la Vecchia Signora, dopo il petting al Napoli.


Quando si sale in alto, poi, cadendo, ci si fa male il doppio.
Lo dovrebbe sapere bene la Roma e i romanisti che vivono come se ad ogni fischio finale, avessero vinto coppe e trofei.
Al momento sono l'unica squadra che puo' fallire su tutti e tre i fronti: campionato, Coppa Italia e Champions League. In Europa, la sorte - manipolata a dovere dall'Uefa - ha riservato a Totti & co. Cristiano Ronaldo & co. Ancora fanno male le sette sberle di un anno fa ma in Capitale si grida alla possibilità di una vendetta: dall'Old Trafford si potrebbe uscire con un passivo di sole tre-quattro reti.
In campionato, invece, il successo sul Milan arriva grazie ad un parastinco di Giuly, ma è come se avesse segnato Pelè (l'accento sull'ultima lettera, dopotutto c'è).
Ma tiene banco l'ennesima furbata della banda Spalletti: dopo il corner aiutato dal raccattapalle ecco il trucco del "tocco sensibile": si sfiora la palla in lunetta, si finge di dover andare a fare pipì e il compagno che arriva pretenderebbe - palla al piede - di andare in porta e segnare.
Peccato che il calcio - grazie a Dio - è ancora uno sport maschio dove le palle si toccano per bene e si fanno girare, mica si sfiorano sensibilmente come delle fighette.

La capolista ha, intanto, aperto un nuovo corso: dopo gli Inter Campus, è stato varato da Mancini-Materazzi-JCesar-Ibrahimovic, l'Inter Circus. Pagliacciate, mimi, imitatori.
Tutto alla modica cifra di un abbonamento stagionale.
Un 'plus' per chi ama i colori nerazzurri.
Il vantaggio sulla Roma c'è e rimane di sei punti - mica briciole - ma è anche vero che la Santa Barbara è stata innescata: Vieira segna e fa le orecchie al proprio pubblico; Julio Cesar si ricorda di essere connazionale di Dida e di Pato e con il clown Materazzi si inventa uno dei piu' ridicoli autogol; Ibrahimovic si allena per le prove di mimo inventandosi una frase - probabilmente priva di senso in italo-svedese - sulla quale i piu' esperti luminari di analisi del linguaggio si stanno accanendo da diversi giorni. Noi non vediamo il mistero: se proprio si è in disaccordo sul labiale ("a me non va il pesto"; "spariamo al tacchino nel cesto"; "speriamo che lavi almeno questo"; "la vita oggi ha un certo costo"), siamo tutti d'accordo sul contenuto che si puo' riassumere così: "Mancini, vai a cagare".

Tra i tre litiganti - Roma e Inter per lo scudetto, il Milan che lotta da solo con se stesso per il quarto posto con Galliani che una domenica no e una sì finge di crederci - l'unica a godersela nel suo limbo prezioso è la Juventus.
Quando decide di complicarsi la vita perdendo, tutte le avversarie dietro lei ne combinano una piu' di Bertoldo; quando decide di dar fastidio a chi le sta davanti, poi scivola su una merda e riparte d'accapo.
Risultato? Un dignitoso terzo posto e tante dichiarazioni di essere da scudetto (forse sottointendendo di rivolere gli ultimi due tolti).


Pubblicato il 18/3/2008 alle 14.14 nella rubrica ::. DiariodiBordo DelSennodelPoi .::.

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